El'Abeb (II)

Da Midda\'s Chronicles Enciclopedia.
El'Abeb
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Soprannome

guercio tranitha

Editore New Wave Novelers/Lulu.com
1ª app. 3 febbraio 2008
1ª app. in La città del peccato
Sesso Maschio
Luogo di nascita regno di Tranith
Professione mercenario, predone

Il guercio tranitha, anche noto come El-Abeb è un personaggio immaginario inventato da Sean MacMalcom. Apparso per la prima volta ne La città del peccato e riapparso, recentemente, in Un villaggio sotto assedio, è stato inizialmente presentato come un mercenario di bassa lega, avversario/alleato di Midda Bontor. Protagonista di una breve rissa in contrasto alla Figlia di Marr'Mahew per le vie di Kriarya, in conseguenza all'abuso di alcool; il guercio tranitha, come è stato soprannominato in assenza di un vero e proprio nome con il quale a lui riferirsi, è stato successivamente alleato della medesima negli eventi narrati ne La città del peccato. Nuovamente presente in Condannata qual prigioniero all'interno del Cratere e appartenente alla comunità del primo (?) El-Abeb, si è dimostrato nuovamente avverso alla donna guerriero in conseguenza del sentimento di tradimento derivato da un comportamento della medesima in occasione del loro precedente incontro.

Caratteristiche fisiche

  • Altezza: presumibilmente fra i sei ed i sette piedi
  • Corporatura: muscolosa
  • Carnagione: abbronzata
  • Occhi: come guercio tranita, blu. Come El'Abeb, assenti
  • Capelli: castani
  • Segni particolari: come guercio tranitha, l'assenza dell'occhio destro nonché numerosi tatuaggi sulle braccia e sul torso. Come El'Abeb, volto parzialmente da scheletro

Note biografiche

Del guercio tranitha non è mai stato palesato il nome all'attenzione di Midda Bontor, né all'epoca del loro primo scontro, né successivamente, restando noto semplicemente come "guercio".

Inizialmente antagonista della mercenaria, a causa di una propria ubriacatura, e successivamente estemporaneo alleato di lei negli eventi della piana di Kruth, il guercio tranitha si proclama definitivamente nemico di Midda nel momento in cui ella si ritira dalla battaglia iniziata insieme, lasciandolo al proprio destino in contrasto a un esercito della Confraternita del Tramonto. Sopravvissuto alla battaglia, viene rincontrato da Midda quale prigioniero all'interno del Cratere, inserito all'interno della comunità di El'Abeb, dove tenta, senza successo, di affrontare nuovamente la donna per vendicarsi.

Tempo dopo, il guercio fa il proprio ritorno nelle vesti del nuovo El'Abeb, a capo di una colonna errante di evasi dal Cratere, e deciso a chiudere le questioni rimaste in sospeso con la Figlia di Marr'Mahew.

Descrizione nel testo

guercio tranitha by TekTek.org

Da La città del peccato (Episodio #024):

La donna guerriero si voltò verso il proprietario di quella voce, ritrovandosi ad osservare un uomo più alto di lei di almeno un piede. I capelli di egli, castani con riflessi dorati per effetto del sole, e la di lui pelle, abbronzata al punto da essere praticamente bronzea, lo qualificavano immediatamente come tranitha. Tagliata corta ma non troppo, quella chioma quasi felina incorniciava un viso duro, spigoloso nei suoi tratti e nei suoi zigomi, sul quale un unico occhio blu risplendeva nel lato sinistro del viso: laddove avrebbe dovuto offrirsi l’occhio destro, invece, una benda marrone avvolgeva il capo, perdendosi fra i capelli. Il corpo dell’uomo, poi, si presentava muscoloso e forte, lucente nella tonalità della di lui pelle e nel misto di olio e sudore che lo ricopriva: nessun abito celava le membra guizzanti sotto l’epidermide tesa, fatta eccezione per un perizoma e due sandali di cuoio. Al suo collo erano i resti di qualche altro abbigliamento, forse una casacca o una tunica, che stracciati pendevano frementi sul largo petto scolpito, agitati ritmicamente da un respiro aritmico, a tratti affannoso. Le braccia, poi, si mostravano bendate attorno ad entrambe le mani fino ai polsi, imitando le usanze di alcuni combattenti provenienti dalle terre ad oriente, e ricoperte fino alle spalle da un fitto intreccio di tatuaggi tribali, non troppo diversi in effetti da quelli del braccio sinistro di Midda al di fuori che per il colore il quale, invece di risplendere azzurro, si confondeva quasi con la pelle stessa dell’uomo in una tonalità di marrone. A completare il quadro non piacevole offerto allo sguardo della donna, poi, era l’arma che egli impugnava nella mancina: una medrath, una sorta di spada corta dalla lama triangolare a doppio filo, dotata di un’impugnatura da tirapugni che ne permetteva l’utilizzo come estensione del proprio braccio, della propria mano, rendendola facile da adoperare e particolarmente letale anche in soggetti non addestrati alla scherma. Tali lame, per quanto pericolose, non erano armi da guerriero ma, piuttosto, da bassa manovalanza, da semplici picchiatori che desideravano elevarsi ad un rango superiore, spesso per proporsi come mercenari a qualche potere locale: individui quindi non particolarmente pericolosi per un vero guerriero come era lei, ma comunque da non sottovalutare.

El'Abeb (II) by TekTek.org

Da Un villaggio sotto assedio (Episodio #1113):

Colui che, altresì, si presentò al suo sguardo in quella nuova situazione, le si offrì quale una figura completamente diversa. Sempre contraddistinto da un osceno volto di teschio dall'ignota natura e origine, egli si propose lì chiaramente definibile non più quale un vecchio, quanto, piuttosto, quale un uomo nel pieno della propria maturità fisica, caratterizzato ora da forti muscoli, membra scolpite in carne viva e guizzante, sotto una pelle lucida, leggermente abbronzata e segnata, lungo tutta la propria superficie, lungo le sue braccia e in tutto il suo addome e schiena, scoperti da qualsiasi possibile accenno di abito nell'inesistenza di ogni casacca utile a coprirlo, da numerosi tatuaggi tribali in tonalità castane, similari a quelli impressi sull'arto mancino della stessa donna guerriero e utili a definire, anche per lui, un'inequivocabile origine tranitha mai presunta in passato. Accanto a ciò, quella che era ricordata quale una massa di lunghi e sottili capelli argentati, lì si donò all'attenzione della sua controparte quale una scomposta chioma castana, ancor più lunga nella propria estensione, raggiungendo addirittura l'altezza delle sue reni, e tale da suggerire un intrinseco carattere selvaggio nell'assenza di un vero e proprio ordine a caratterizzarne la piega naturale. E, ancora, le mani che ella non avrebbe potuto non ricordare quali macabramente simili a quelle di un morto, o, tutt'al più, a quelle di un non morto, nelle propria apparenza incartapecorita e nella propria intrinseca delicatezza, tali da apparire addirittura fragili, suscettibili del rischio di una sin troppo semplice possibilità di frattura, in quel nuovo incontro le furono presentate quali grandi e forti in misura non inferiore a quelle dell'armadio umano di nome Trigga da lei affrontato nel giorno precedente o di qualsiasi altro suo similare compagno vinto in quella stessa mattina, e capaci di dimostrarsi, ove possibile, ancora più possenti e salde nel sorreggere la pesante spada e l'ancor più pesante scudo da lui allora condotto seco qual proprio equipaggiamento, dall'alto della possente bestia equina dal corto manto nero da lui cavalcata in quella quieta avanzata, e tale da ingigantirlo maggiormente nelle proprie proporzioni.