Calendario

Da Midda\'s Chronicles Enciclopedia.

Introduzione

Nella complessità geo-politica del mondo in cui vive Midda Bontor, con una varietà di culture, religioni, lingue e stati sovrani, non esiste un comune standard riconosciuto da ogni regno di ogni continente per la suddivisione di giorni e mesi all'interno dell'anno solare.

Negli episodi fino ad oggi pubblicati, Midda ha mosso i propri passi all'interno dell'estremità sud-occidentale del continente di Qahr, zona per lei natia all'interno della quale si ritrova ad essere maggiormente confidente con usi e costumi locali.

I regni lì situati hanno visto finora, forse in conseguenza di un'apparente evoluzione naturale, culture differenti eppur estremamente comparabili in alcuni tratti: nel regno di Kofreya, in quello di Y'Shalf, in Gorthia e Tranith si è proposta pertanto una lingua pressoché unica, caratterizzata da diversi slang e accenti, così come assolutamente equiparabili sono risultati essere i pantheon divini, ritrovando medesimi dei e dee invocati con nomi affini seppur riadattati ai contesti locali. In una simile situazione, anche il calendario vigente in tali nazioni non sembra offrire reali divergenze.

A differenza di lingua e religione, però, l'omogeneità del calendario sembra essersi imposta in conseguenza alle esigenze dei mercanti: loro, infatti, è la necessità di un modo comune di misurare lo scorrere del tempo, per stabilire senza ambiguità l'organizzazione del proprio operato. In virtù di queste prerogative, il calendario di quasi tutti i regni, non solo appartenenti all'estremità sud-occidentale ma facenti parte dell'intero continente, risulta essere sostanzialmente identico, mutando eventualmente solo il nome dei mesi allo scopo di essere più compatibile con le lingue delle varie nazioni.

Il calendario

Il calendario comune in Qahr prevede, così, la divisione di un anno in quattro stagioni, ognuna formata da tre mesi a loro volta suddivisi in trenta giorni: fondando il proprio ciclo attorno alle stagioni, l'anno vede il proprio inizio con la primavera e la propria conclusione con l'inverno. Al termine di ogni stagione è riconosciuto un giorno di festa religiosa o politica, detto giorno di transizione, in cui si rende grazia agli dei per il periodo appena concluso e si auspica un periodo ugualmente positivo anche nell'anno a seguire: questi quattro giorni, in effetti, non sono considerati appartenenti né alla stagione che sta raggiungendo conclusione né a quella che sta avendo inizio, proponendosi come neutro fra esse.

Oltre a questo, all'inizio dell'anno, un particolare giorno di festa si propone successivo alla transizione invernale-primaverile: tale giorno, il capodanno, si presenta con una funzione assolutamente assimilabile a quella del giorno di transizione, ritrovando in esso i festeggiamenti di ringraziamento per l'anno appena trascorso e quelli per l'anno che sta per avere inizio.

Nel seguente elenco, oltre a essere esposti nel dettaglio i mesi che compongono ogni stagione, si riporta anche il riferimento al calendario gregoriano per una lettura più trasparente.

Capodanno (21 marzo)

Primavera

  • Pachma (22 marzo – 20 aprile)
  • Payapr (21 aprile – 20 maggio)
  • Epipma (21 maggio – 19 giugno)

Transizione (20 giugno)

Estate

  • Mesoju (21 giugno – 20 luglio)
  • Thoju (21 luglio – 19 agosto)
  • Phau (20 agosto – 18 settembre)

Transizione (19 settembre)

Autunno

  • Athse (20 settembre – 19 ottobre)
  • Khooc (20 ottobre – 18 novembre)
  • Tynov (19 novembre – 17 dicembre)

Transizione (18 dicembre)

Inverno

  • Mekde (19 dicembre – 18 gennaio)
  • Phamja (19 gennaio – 17 febbraio)
  • Pharfe (18 febbraio – 19 marzo)

Transizione (20 marzo)

Se da un lato questo standard si propone in Qahr ormai da tempi immemori tali per cui nessuno, o quasi, ha interesse a modificarlo, contrapposte sono le correnti di pensiero degli studiosi su come si sia arrivati a scegliere proprio questa suddivisione del tempo.

Secondo la maggioranza, infatti, simile calendario è derivato in maniera naturale da una base preesistente nei regni centrali, culla della civiltà dell'intero continente, successivamente diffusi in ogni terra proprio ad opera dei mercanti. Secondo altre supposizioni, invece, la concezione di questa suddivisione risale ad un'epoca leggendaria in cui i tre continenti si proponevano quale un'unica grande terraferma ed un vasto impero vedeva il proprio dominio esteso su tutte le terre che successivamente avrebbero formato il continente di Qahr.

Come spesso accade, forse, anche in questo caso la verità si potrebbe offrire comune ad entrambe le teorie: ammettendo l'esistenza di un antico e dimenticato impero, simile calendario potrebbe essere nato proprio in esso, salvo poi tramandarsi nei millenni successivi alla scomparsa di tale dominio attraverso i regni centrali ed essere infine nuovamente diffuso nell'intero continente ad opera dei mercanti.